mercoledì 4 settembre 2013

Mumbai


Mumbai e' bella. Gigantesca, affollata ma bella. Quasi nessuno suona, c'e' sempre traffico ma scorrevole, le strada sono ampie, si respira, si puo' accostare e cercare di capire dove cavolo ci si trova.

Oppure accostare vicino ad un taxi e dirgli: please, mi accompagni a questo indirizzo? Easy easy. Zero sbatta. 30 rupees, tipo 40 centesimi di euro..

Son finito, per ora nella casetta dei preti. Ok, diciamo CL come ho scoperto ora su tripadvisor. Un albergo piuttosto figo trovato sulla Lolly crakkata per il kindle. Pero' un po' la situazione troppo precisa, un po' il prezzo, un po' che domani non hanno la singola mi sa che mi fara' fuggire. Per cui son qui a cercare hotelz.
Quindi non ho ancora preso casa a Mumbai, non ho trovato la mappa, non ho trovato la guida, non ho fatto la giornata di riposo, insomma, non ho fatto un cazzo.

Pero' la citta' e' bella, si respira (smog) e direi che va bene. Ci sono degli stradoni fantastici a SEI corsie per senso di marcia e visto che le corsie non contano un cazzo, e spesso non sono neppure segnate, puoi spaziare da destra a sinistra come ti pare, e' come guidare nel parcheggio dello stadio di san siro o sulla pista dell'autoscontro (ehm...).

Dovrei scappare, primo perche' non so piu' dove sono, secondo perche' con la stanza i preti (in india, cristo...) mi danno anche la supper ma solo fino alle nove, poi a letto senza cena. IL posto si chiama YWCA, che sembrava quasi un ostello o una cosa universitaria, invece e' tipo Youth Worldwide Christian Association. Devo stare attento a non bestemmiare quando mi porteranno sa zuppa e pensero': po**o dio sa di curry e detersivo come tutto il resto, marabash o piribesh che sia.

Ieri, miracolo, sono sfuggito alla presa delle autostrade e ho cercato di fare la strada costiera. Bella, bella. Anche se brevissima. Mi fermo in posto piccolo, ma dove c'era parcheggiata una macchina figa e 4 tizi vestiti eleganti stavano mangiando. Il cuoco, diciottenne, scalzo, in canotta che non parla nulla di inglese, qui ufficialmente parlano gujarati e indi, si arrende al fatto che voglia mangiare proprio li' e mi porta delle palline fritte gonfie, dei ceci e germogli di grano e due ciotolini. Io non so bene che cavolo farci con queste patatine gonfiate e le puccio nella salsina e le mangio intere. Il cuoco mi vede e probabilmente pensa: "oh ganesh, ma questo non capisce proprio un cazzo? Passi che non parli ne' giujarati ne' indi, ma non sa manco mangiare il gurungunzaz?" Per cui viene li, mi leva la pallina di mano, la buca con il cucchiaino, la riempie di ceci e cazzate, aggiunge 3 cuchiaiate di salsina e me la passa. La pallina, violando 2 principi fondanti delle fisica e 1 della toponomastica, non goggiola e diventa una specie di bomba a tempo, tipo kraphen. Buona, ho fatto anche le foto.
Dopo pranzo risalgo in moto e parto felice nella direzione da cui sono venuto e me ne accorgo solo quando, qualche km dopo, trovo una paesino che stranamente somiglia in casino a quello di prima.

Direi che vado, niente cose caricate sulla moto.


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